Le Sette leggi di Noè” di Aaron Lichtenstein

Dall’introduzione di Rav Elio Toaff

Mosè nostro maestro dette la Torah e leggi solo ad Israele e a chi spontaneamente delle genti vi voglia aderire.

Nessuno può essere costretto ad adottarle con la forza. Ciò che gli esseri umani debbono accettare, come i principi di rivelazioni Divina, sono i precetti ordinati ai figli di Noè.

Chiunque li adotti si chiama in qualunque luogo Gher Toshav (proselita residente) e chi li professi e diligentemente li adempia fa parte dei gentili pii che avranno parte nel mondo futuro. È questo un ritorno al riconoscimento dell’uguaglianza degli uomini, di origine comune, malgrado diversi per la lingua, costumi colore della pelle, perché, semiti o ariani, bianchi o neri, discendono tutti dallo stesso padre Noè.

Dicono infatti i nostri Maestri: pagano ebreo, uomo o donna, schiavo o schiava, lo spirito Santo possa ugualmente su ciascuno secondo le opere che fa”…

Il popolo ebraico adempie al suo destino concretizzando La sua vocazione.

La sua storia ha inizio con Abramo in quella breve striscia di terra che vide avverarsi la divina profezia che avrebbe dato quel paese alla sua discendenza, che sarebbe divenuta simbolo e motivo di benedizioni per tutte le genti. L’umanità nonostante il diluvio e la lezione che aveva ricevuto, era ricaduta nell’antico vizio e come era già avvenuto, che un uomo solo,

Noè, si era salvato, ora, -in una fase successiva-troviamo Abramo l’unico uomo della sua generazione ad essere degno di elezione e di rivelazione. Ho nominato Abramo perché-malgrado non posso entrare in questa breve introduzione-È tuttavia da notare che anche egli era un uomo qualunque, un Noachide della Caldea, un uomo giusto in mezzo al mondo pagano.

Elia benamozegh il grande teologo e rabbino livornese ha scritto ” l’universo e la gran casa di Dio, Dio è padre di tutti i popoli. Questi sono i figli destinati, ognuno ha la sua vocazione. Israele è il primogenito e come il primogenito era nella famiglia il vicario paterno, il sacerdote, l’insegnante il conservatore del culto di Dio, così e non altrimenti è Israele nell’umanità.

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